Escursioni e Convenzioni

Escursione Cascata Acquacheta

Vi sono diversi sentieri ma il più frequentato che porta Alla Cascata dell'Acquacheta è il numero 407 e parte da piazza XXV Aprile a San Benedetto in alpe, a pochi passi dal nostro locale.
Dopo 6 km di cammino lungo il sentiero delle Foreste Casentinesi, un'ora e mezza circa, arriverete alla famosa cascata citata da Dante Alighieri nella divina commedia nel canto XVI dell'inferno. La Cascata ha una caduta di 70 metri e la bellezza davvero spettacolare del paesaggio, la ricchezza della flora e della fauna, la fama legata alla Commedia di Dante concorrono a fare di Essa un bene da conoscere, tutelare e valorizzare.

Cammino Di Sant'Antonio

Il Nostro locale è inserito nei luoghi di accoglienza per il pernottamento e i pasti dei pellegrini, fa parte delle tappe nella guida, in particolare ci troviamo nella TAPPA 17: SAN BENEDETTO IN ALPE - CASTAGNO D'ANDREA.

Il Cammino di Sant'Antonio intende ripercorrere alcune delle tappe tra le più significative della vita del Santo, rivivere la sua storia accompagnandolo passo dopo passo nei luoghi che l’hanno visto protagonista e che sono stati toccati dal suo santo e carismatico passaggio.

Il viandante che decide di intraprendere questa faticosa marcia sa di dover portare con sé uno zaino carico di fede, entusiasmo e coraggio, e la consapevolezza di essere un semplice pellegrino che accetta con umiltà tutte le faticose incognite che ogni giornata di cammino può riservare partendo da Camposanpiero fino ad arrivare al Santuario della Verna.


L'Abbazia Benedettina

La storica Abbazia Benedettina che ha dato vita al paese si trova nella parte più alta di San Benedetto in Alpe.
Qui si recò San Romualdo prima di fondare Camaldoli. Luogo che diede ospitalità anche a Dante Alighieri che, colpito dall'ambiente naturale circostante, ne cantò la cascata dell'Acquacheta nell'Inferno della Divina Commedia, la cripta è custode delle reliquie dei santi martiri Primo e Feliciano. 
Nasce nella prima metà del secolo XI e la sua forma originale era a croce latina ed era costituita da 3 navate che componevano la chiesa,  al disotto di essa vi era una grande cripta posta sotto il presbiterio e l'altare maggiore, con diramazione sotto i due transetti da cui si potevano raggiungere, attraverso dei cunicoli, tutte la parti che componevano il monastero. Il complesso abbaziale comprendeva anche il convento, il chiostro e un sistema fortificato. 
Il Capitolo della Basilica di San Lorenzo di Firenze, al quale la chiesa era stata concessa nel 1526, decise di abbattere il muro e la cappella di sinistra e di ricostruirla spostandola tutta sulla destra demolendo così metà del chiostro dell'antico monastero.
Ad oggi l'abbazia è meta di tanti studiosi, appassionati d'arte e turisti in quanto si possono ammirare ancora moltissime delle bellezze che conteneva e grazie all'ambiente suggestivo circostante vi sembrerà di tornare all'epoca del suo massimo splendore. 

Cammino Di Dante

Il Nostro locale è inserito nei luoghi di accoglienza per il pernottamento e i pasti dei pellegrini, fa parte delle tappe nella guida, in particolare ci troviamo nella tappa 7) San Benedetto in Alpe - San Godenzo
Il Cammino di Dante è il primo percorso organizzato che ripercorre le antiche strade e i sentieri medievali che collegavano, ai tempi del Poeta, la Romagna e la Toscana, Ravenna e Firenze, dove Dante visse e fu esule per motivi politici, e ove finì di scrivere la Commedia.

San Benedetto in Alpe è uno dei luoghi dove il poeta trovò ospitalità nell'Abbazia Benedettina. 

Dante Alighieri, nel XVI Canto dell'Inferno, versi 94 – 105, paragona il fragore dello scroscio dell'acqua della “caduta” dell'Acquacheta (fragore evidentemente udito nel periodo della piena del torrente) alla rumorosa e assordante cascata del Flegetonte, fiume che separa il settimo dall'ottavo cerchio dell'inferno:

“Come quel fiume c'ha proprio cammino
     prima da Monte Veso inver levante,
    dalla sinistra costa d'Apennino,
che si chiama Acquacheta suso, avante
    che si divalli giù nel basso letto,
    e a Forlì di quel nome è vacante,
rimbomba là sovra San Benedetto
    dell'Alpe per cadere ad una scesa
    ove dovria per mille essere recetto;
così, giù d'una ripa discoscesa,
    trovammo risonar quell'acqua tinta,
    sì che 'n poc'ora avria l'orecchia offesa”